I makers costituiscono un movimento culturale contemporaneo che negli ultimi mesi sembra essere entrato nel mainstream grazie anche all’attenzione mediatica riservata dalle principali testate giornalistiche mondiali e il riconoscimento da parte della Presidenza degli Stati Uniti della validità dei principi a cui si ispira, come driver per la rinascita tecnologica, economica ed industriale dei paesi occidentali.

Il movimento trae le sue radici dalla cultura, prevalentemente hobbistica del fai da te (DIY) e tipicamente gli interessi dei maker spaziano da realizzazioni di tipo ingegneristico, come apparecchiature elettroniche, realizzazioni robotiche, dispositivi per la stampa 3D e apparecchi diversi a controllo numerico (CNC) ad  attività più convenzionali, come la lavorazione del legno o del metallo e artigianato tradizionale.

Nella cultura maker i principi dell’open source costituiscono un punto di riferimento molto importante. E’ nostra convinzione che l’accesso libero alle informazioni e alle tecnologie e la condivisione delle esperienze progettuali inneschi un effetto virtuoso che induce un abbassamento dei costi di ricerca e sviluppo, incrementa la comparsa sul mercato di nuovi prodotti, garantisce opportunità di mercato per giovani e start-up e favorisce in ultima analisi lo sviluppo economico globale.

Un’ottima presentazione dello spirito originale del movimento maker è fornita da questo talk  di Dale Dougherty al TED 2011.