E’ Arrivata la Minimaker, la prima stampante 3D progettata per le scuole!

Dopo sei mesi di sperimentazione, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, stiamo finalmente consegnando agli Atelier Creativi creati con il supporto del nostro co-finanziamento le prime stampanti 3D Minimaker.

La Minimaker è la prima stampante 3D specificamente progettata per le scuole ed ha già definito i nuovi standard in termini di sicurezza e affidabilità per un proficuo uso in ambito didattico, apprestandosi a diventare il riferimento per una nuova generazione di prodotti.

L’Associazione Roma Makers ha da tempo maturato quella che può essere definita la più importante esperienza a livello europeo di didattica laboratoriale supportata dalle tecnologie maker e dal modello Fablab.

Abbiamo sempre inteso tutte le tecnologie del nostro settore, stampa 3D compresa, come un mezzo per stimolare e sviluppare nei nostri ragazzi le competenze necessarie ad affrontare le sfide del XXI secolo. Creatività, intelligenza emotiva,  e pensiero critico sono capacità che non possono essere apprese attraverso una lezione frontale, ma devono essere stimolate attraverso situazioni e dinamiche da creare in laboratorio secondo un approccio integrato che bilanci le discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) con l’approccio umanistico e creativo tipico delle arti liberali (dal paradigma STEM allo STEAM).

In quest’ottica i nuovi strumenti digitali come le stampanti 3D possono rappresentare un fattore abilitante, a patto che la tecnologia non diventi mera dimostrazione di effetti speciali, difficilmente realizzabili con mezzi tradizionali, ma sia considerata semplicemente uno strumento in più sul banco dei nuovi artigiani del XXI secolo.

E’ per questo che abbiamo sempre pensato che le tecnologie presenti nei nostri fablab debbano diventare accessibili e realmente alla portata di tutti, e soprattutto debbano essere usabili in un contesto particolare come quello dei laboratori svolti con studenti della scuola primaria.

Chiunque abbia lavorato con una classe di oltre 20 studenti di età comprese tra gli 8 e i 13 anni sa quanto sia importante che le attrezzature del laboratorio costituiscano un ausilio all’attività del docente e non un ostacolo e una fonte di distrazione.

La stampa 3D è in questo senso una delle tecnologie più critiche. Comprenderne l’uso e il valore didattico è il primo passo per poterla validamente introdurre in un percorso formativo efficace.

E’ per questo che siamo partiti dalla progettazione dei contenuti.

Nel corso di oltre cinque anni di lavoro con le scuole di ogni ordine e grado abbiamo sviluppato dei format adatti alla maggior parte dei contesti. Dal laboratorio di un’ora al workshop che dura l’intera giornata.

Ciascuno dei nostri laboratori rappresenta una sfida per gli studenti e propone degli obiettivi che possono essere raggiunti attraverso l’impiego delle tecnologie maker, tra cui la stampa 3D. Tuttavia il vero scopo del laboratorio è quello di generare quelle dinamiche di gruppo che sono indispensabili per stimolare l’esercizio delle competenze più difficili da far maturare con metodi tradizionali. Creatività, pensiero laterale, finalizzazione, capacità di previsualizzare un prodotto o un oggetto immaginato sono tutte abilità che possono essere maturate attraverso un’attività di laboratorio attentamente progettata per questo scopo.

Quello che realmente offriamo alle scuole e ai docenti nostri partner è proprio il supporto alla definizione di questi moduli didattici. Le nostre esperienze e i nostri contenuti in termini di proposte laboratoriali sono il punto di partenza e l’ispirazione per implementare quei percorsi che sono caratteristici e distintivi di ogni Piano di Offerta Formativa.

Una volta ideati e realizzati questi contenuti, non abbiamo fatto altro che rivolgerci ai nostri migliori fornitori e assieme a loro progettare le macchine ideali per supportare nel modo migliore i nostri laboratori.

E’ in questo modo che attraverso la collaborazione con Kloner 3D, marchio di una storica azienda fiorentina leader mondiale nella meccanica di precisione, è nata la stampante 3D Minimaker, che mutua il nome dal nostro consolidato programma rivolto ai ragazzi della scuola primaria.

La Minimaker è stata creata evolvendo e potenziando uno dei nostri prodotti preferiti delle Officine Verdelli, la Kloner 3D 120.

Stampante 3D

Abbiamo richiesto quegli accessori e quegli adattamenti che ritenevamo necessari per facilitare ancora di più il lavoro dei nostri formatori.

Inoltre le specifiche tecniche sono finalizzate ad ottimizzare il soddisfacimento dei requisiti di un laboratorio didattico e le esigenze di un ragazzo in età scolastica.

L’uso che viene fatto della stampa 3D nell’industria o in uno studio di architettura e le esigenze che si hanno in un ambito professionale non sono le stesse che si hanno quando la stampante viene usata in un contesto didattico dove è importante la capacità di sperimentazione, il divertimento e l’immediatezza dei risultati.

Molti insegnanti e i nostri formatori hanno alle spalle studi pedagogici e un approccio orientato al metodo. Non sono necessariamente tecnici di fabbricazione digitale o maker. Il Fablab scolastici non sono service di prototipazione e stampa 3D ma veri e propri Atelier Creativi dove ogni strumento deve essere funzionale al percorso didattico e d’ispirazione per le giovani menti a cui è diretto il nostro difficile lavoro.

Interno stampante 3D MinimakerFinalizzando ai nostri obiettivi le caratteristiche tecniche della macchina siamo riusciti a contenere il costo di produzione senza compromessi sulla qualità del prodotto. La Minimaker è al momento la migliore stampante 3D di cui disponiamo, sia in termini di qualità degli oggetti stampati che di affidabilità.

Il box completamente chiuso e la cassa in alluminio, oltre a garantire la massima sicurezza e affidabilità (la stampante continua a stampare resistendo agli assalti di una classe di 25 alunni esuberanti), costituiscono una “camera di calore” che permette di stampare al meglio anche con polimeri normalmente “difficili”, grazie alla tenuta termica e al piatto riscaldato in alluminio rettificato ricoperto con il leggendario piano BuildTak.
chiusuraLo sportello naturalmente non si apre finché piatto ed estrusore non sono a temperatura ambiente, in ottemperanza alla più restrittiva interpretazione della normativa CE sulle macchine utensili.

Caricare o togliere il filamento è letteralmente un gioco da ragazzi grazie al sistema di trascinamento guidato, comandato da due intuitivi pulsanti e interamente accessibile dall’esterno del vano di stampa.

L’estrusore è di tipo diretto e permette agevolmente la stampa di materiali flessibili o gommosi ampliando la gamma di utilizzo della stampante.

Abbiamo provato la macchina con un’infinità di materiali sperimentali e divertenti e abbiamo ottimizzato i parametri di stampa per filamenti in PLA “caricati” con carbonio, legno, bamboo, terracotta, rame, bronzo e molto altro, realizzando manufatti dall’aspetto originale e di finitura molto simile ai materiali non plastici.schermata-2016-09-11-a-03-17-23

La stampante è perfettamente compatibile con tutti i software utilizzati nel mondo Rep Rap con buona pace degli utenti più “nerd”, tuttaportabobinavia l’abbiamo dotata di una versione personalizzata del programma Cura che ne semplifica l’utilizzo e contiene tutti i profili corrispondenti ai materiali che abbiamo sperimentato in modo che i relativi parametri di stampa possano essere impostati selezionando semplicemente il nome commerciale del filamento.

Anche il software a bordo macchina è personalizzato. Non a caso all’accensione sul display a colori compare il logo “Martin Chiave Inglese” che identifica da sempre il nostro programma Minimakers.

displaytouch
Il display è un touch screen con un intuitivo menù ad icone, con le etichette volutamente lasciate in inglese (così i ragazzi si abituano sin da piccoli all’anglofono mondo high-tech), e la scheda di controllo offre sia la porta USB che il lettore SD Card. Pertanto, i file di stampa possono essere trasferiti sia mediante una normale e più comoda chiavetta USB che con le tradizionali schede SD usate nel mondo della stampa 3D open source.

Il piatto di stampa ha dimensioni maggiorate rispetto alla Kloner 3D 120 e l’altezza è stata di poco ridotta.

Se la stampante vi sembra piccola, sappiate che anche utilizzando l’intero orario scolastico non riuscireste a stampare un oggetto che abbia tutte le dimensioni al massimo valore consentito. Ciò accade perché la stampa 3D a deposito di filamento fuso è una tecnologia lenta.

martinCi dispiace, ma la plastica fusa ha una sua viscosità caratteristica e più di tanto la meccanica non può correre se vogliamo che i singoli strati aderiscano bene l’uno con l’altro e le pareti degli oggetti non sembrino smangiucchiate dai tarli.

Nei nostri garage manteniamo le stampanti accese anche per 72 ore di seguito, ma questo a scuola non si può fare. La sicurezza negli ambienti di lavoro è una cosa seria e le macchine non possono lavorare in modalità “unattended“.

Pertanto, a scuola, è più utile avere tante stampanti piccole anziché una sola stampante di grandi dimensioni. Chi ha partecipato alle nostre attività di laboratorio conosce il valore delle nostre proposte didattiche e ha imparato ad apprezzare la capacità di accontentare anche i gruppi più numerosi riuscendo a completare i lavori di tutti i ragazzi nei vincoli caratteristici dei tempi scolastici.

Inoltre, avendo dimensioni contenute, le guide lineari a pattino strisciante sono pienamente sufficienti a garantire una qualità e precisione di stampa a livello professionale senza dover ricorrere alle più costose meccaniche a ricircolo di sfere.

Infine, la nostra Minimaker viene offerta, oltre che corredata dalla nostra insuperabile collezione di “contenuti” sotto forma di proposte, spunti e idee che rispondono alla inevitabile domanda: “cosa ci posso fare con una stampante 3D a scuola?”, abbinata ad un programma di assistenza diretta da parte del nostro staff che è sempre costantemente a disposizione di docenti, formatori e genitori per risolvere qualunque problema sia di carattere tecnico che pratico che prima o poi, inevitabilmente, potrà insorgere con l’impiego sul campo della stampante.

Per informazioni e preventivi potete contattarci all’indirizzo: info@fablabscuola.it

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Author Stefano Capezzone

Vive e lavora a Roma. Ingegnere Elettronico e Maker, è un imprenditore e startupper seriale che si occupa di tecnologie innovative nel campo delle telecomunicazioni e delle applicazioni mobili. Membro dell'associazione Roma Makers, presso il FabLab di Roma si occupa di Internet of Things, Domotica, Wereable computing, e-textiles e stampa 3D.

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